La generazione del 68

La generazione del 68…

Siamo figli del 68, mia madre ha vissuto in quel periodo, e devo dire che si è trattato di uno dei periodi nei quali il mondo, le persone si sono fatte davvero sentire.
Ho sempre pensato che chi studia arte ha una comprensione speciale della realtà, ha un sesto senso, che permette di vedere oltre le cose, mentre a differenza di altre discipline, credo ti mantenga molto flessibile nei confronti del mondo. Sono sempre stata molto affascinata dal popolo di Woodstock, e credo fermamente che abbia modificato o aiutato ad eliminare molti dogmi, che la guerra aveva creato.

Per prima cosa, credo che, la generazione del 68 abbia risposto in maniera egregia alla guerra, si è trattato di un periodo di profonda evoluzione, durante il quale tutte le persone si sono unite in una protesta per la libertà di pensiero. Amo questo periodo storico, perché rappresenta un’esempio di quello che può fare la folla, il popolo quando si unisce perché vuole cambiare, ora, la lotta con i fiori e non con i cannoni, significa principalmente che tutti sono stati convinti, insieme per poter cambiare le cose. Sicuramente il fatto che sia successo tutto nel dopo guerra, ha sicuramente aiutato le persone a sentirsi più libere nel poter tentare un cambiamento radicale, infatti il 68 è conosciuto come il per diodo più libero della storia.

Musica e arte hanno raggiunto i loro picchi massimi di espressione, ovviamente sempre relativi al periodo storico che si sta vivendo. Per questo motivo sono davvero convinta che questa generazione ha osato davvero tanto, senza avere paura. Poi penso al motivo, al principio e all’attuazione di questa rivoluzione, è stato possibile grazie al fatto che tutti insieme hanno davvero creduto a questo cambiamento, credere che si può cambiare, e crederci tutti insieme, si tratta davvero del modo giusto per fare rivoluzione.

Viva la mamma!

Mia madre mi racconta spesso di proteste in città, e di gruppi numerosi di ragazzi che credevano in ideali molto diversi. I gruppi principali erano tre: i fascisti, i comunisti e gli anarchici; ovviamente, come ti puoi immaginare sono il risultato del dopo guerra, per cui c’era ancora qualche fascista convinto, e poi i comunisti e gli anarchici, che se anche avevano ideali diversi, odiavano i fascisti. Mi sembra che rispetto ad oggi, la classificazione era molto diversa, e per di più, non credo che ai nostri giorni, questo modo di vivere può essere attuabile, anche perché, parliamoci chiaro, non viviamo in piazza, non siamo rivoluzionari, ma solo succubi del nuovo millennio.

Sono sicuro che i miei genitori hanno vissuto in una sorta di libertà ideologica molto diversa rispetto a quella che abbiamo noi oggi, si tratta di prese di posizione diverse. Noi oggi usiamo i social network anche per protesta, ma rimane tutto su internet, mentre a differenza dei nostri genitori, questi lottavano, discutevano, si scontravano, credevano nel cambiamento.